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Dipartimento di

 
 
Eventi  

Postantropocentrismi e rapporti animali umani-non umani

Seminario SPS 
9 aprile 2019, h. 12.30
Aula seminari SPS 
(Stanza 215, II piano, lato Passione)
via Conservatorio 7, Milano

Relatore: Massimo Filippi (Università Vita-Salute San Raffaele, Milano)
Discussants: Nicole Braida e Beatrice Del Monte (SOMET/NASP, Università degli Studi di Milano) 

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CICLO di Seminari su
Postumanismi, postantropocentrismi, postambientalismi: nuove prospettive critiche nelle scienze umane e sociali

Abstract
Questo ciclo di seminari intende aprire una riflessione interdisciplinare sulla crisi dei concetti di “natura” e di “uomo” (e sull’uso di questo termine in senso universalistico), da tempo in atto all'interno delle scienze sociali e umane. Le scienze sociali hanno sottovalutato a lungo il ruolo di tutti quei corpi storicamente forgiati come subordinati, e spesso non nominati. Infatti, la tradizione sociologica classica si è plasmata all’interno di una visione propriamente umanista che, sottolineando l’eccezionalità dell’umano in relazione alla natura, ha eretto una “barriera” tra natura e società/cultura. Non solo, ma la categoria di ”umano” implicita in questa visione è quella di un umano di sesso maschile, bianco, di classe media, eterosessuale, cis-sessuale e abile. Le scienze sociali e umane di matrice Europea, che fondano le loro radici nel pensiero cartesiano e si sono consolidate nel periodo illuminista, hanno così di fatto naturalizzato interpretazioni dicotomiche del mondo (umano/non-umano, uomo/donna, omosessuale/eterosessuale, soggetto/oggetto, bianco/non-bianco, ecc.), rafforzando implicitamente una norma che impone una gerarchia all’esistenza di tali corpi.

A partire dagli anni Novanta un grande numero di studiose/i (Braidotti; Barad; Bennett; Butler; De Castro; Descola; Latour; Haraway; Sedgwick) hanno iniziato a mettere in discussione l’universalità di tali onto-epistemologie dicotomiche, mettendo in dubbio la neutralità dei concetti di “uomo” e di “natura”, e riconoscendole come categorie culturalmente costruite, storicamente e politicamente situate.

Il ciclo di seminari qui proposto si pone l’obiettivo di esplorare approcci, visioni e campi di ricerca avviati nel corso degli ultimi anni dalle discipline umane e sociali a seguito di tali trasformazioni, focalizzandosi in particolare su teorie queer, eco-femminismi e teorie anti-antropocentriche/anti-androcentriche. Queste teorie, nella loro multiformità, tendono spesso ad abbinare costruttivismo sociale e centralità di corpi, performatività, materia e attrici/attori non umani nel co-costruire il mondo.

 

 

25 marzo 2019
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